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Presentazione
Damiano Rossetti nato a Poggio Mirteto
(Ri) il 06 novembre del 1972, risiede prima in Sabina poi
a Roma.
Il ricamo costituisce per lui un' attività nella quale
si dedica da tempo, inizialmente in una maniera intima quasi
necessaria e che poi si e' andata trasformando in una produzione
di ricami che conservano uno stile insolito e personale nei
disegni, come pure nelle applicazioni. Tra arte e artigianato,
pensiero e manualità, il sorgere immediato di un gesto
e la sua paziente realizzazione.
Il ricamo da sempre mantiene una stretta relazione con l´attesa.
Anche questo forse lo lega al mondo femminile, a quello delle
mogli e delle madri per intenderci. Oggi come per molte altre
cose lo vediamo uscire dai suoi ambiti tradizionali.
Tratto più caratteristico del lavoro di Damiano Rossetti
è il ricamo, dove ogni fase della lavorazione viene
eseguita rigorosamente a mano; tutti o quasi i punti, tranne
il punto croce sono presenti, ed alcuni sono inventati e nominati
li per li come punto "esilio" o punto "isterico".
Nessuna delega a terzi o all'uso di macchine, ma un fare si
direbbe del soggetto, se non recasse in se qualcosa di automatico,
propria del ricamo. La ripetizione dei punti che si susseguono
formando linee, e il passaggio dell´ago che procede,
l´annodarsi del filo intorno a se, scioglie l´ansia,
l´angoscia del moderno.
I tessuti usati appaiono spesso scoloriti, strappati e rammendati.
Ritessitura, rammendatura degli strappi, ricamo e di nuovo
"strappo"....
Ago filo e stoffa quindi per narrare le proprie suggestioni,
nodi ripetuti a formare figure dove si colgono la necessità
di raccontare gli intrecci, di emozioni complesse e una scrittura
che non trova parola. In questo esodo mantiene tuttavia un
privilegiato rapporto con il tempo: mediante un esercizio
di allentamento dello scorrere delle ore, di sospensione della
rapida scansione del tempo utilizzabile, del suo farsi moneta;
trascorrere che produce di per se un lavoro, in un opera di
accostamenti.
Un avanzamento che ricompone quello inesorabile verso l´ignoto
e che al tempo stesso in una sorta di trance ritrova
i ritmi antichi del lavoro artigianale.
Il risultato a volte e´ un campo
di una materia densa, come in [ Rovo ] dai colori lievemente sfumati privo di una figurazione vera
e propria mantiene una qualità misteriosa come di reliquia,
oppure qualcosa di piu´ autobiografico, che irretisce
leggero come in [ Furioso ].
Cenni Critici
Biennale
d'Arte Contemporanea "Ippolito Caffi" | Sale Brasini
| Complesso del Vittoriano | Roma |
L'arte è emozione dice Vasari,
è amore, è vita.
E per Arte si intende la capacità dell'individuo di
esprimere una ideologia, un'emozione, un linguaggio, se stessi
insomma.
Con qualsiasi mezzo, visivo, auditivo e sotto forma letteraria.
Damiano Rossetti è un artista completo, che attraverso
la sua tecnica operativa fa vibrare il lettore delle sue Opere
artistiche con emozioni direi musicali e poetiche. E non sempre
la capacità tecnica riflette una abilità artistica.
Ma Damiano Rossetti combina le due cose con una maestria che
permette alla sua arte di travalicare i confini matrici per
raggiungere scopi ed immagini che toccano la più profonda
spiritualità individuale.
Non usa colori, né pennelli né spatole, né
matite o inchiostri.
Egli usa ago e filo. Si, proprio ago e filo, strumenti legati
a memorie ancestrali, a ricordi familiari, caldi e vitali
per la sopravvivenza dell'individuo.
Ma questa volta l'ago e filo non tessono
indumenti per coprire l'uomo dalla sua nudità animale
ma essi creano vestimenti per lo spirito, per l'anima umana,
nella ricerca di una libertà concettuale, di uno stimolo
intellettuale riscontrabili solo nei grandi Maestri dell'arte
contemporanea.
E' uno stravolgere la realtà visiva, fornendo, con
mezzi antichi e domestici, emozioni ed incentivi a ritrovare
nella nostra sensibilità quelle tonalità cromatiche
e musicali nascoste in ognuno di noi.
Cito una composizione composta da quattro pannelli dagli improbabili
titoli, che rappresentano figure stilizzate rosso fiammante
emergenti prepotentemente da un fondo nero : [ Rovo ]
Immagini ricamate con filo rosso che sembrano fluttuare, volare
e quasi volteggiare come leggiadre farfalle in un'atmosfera
magica e statica, per fluire direttamente, pacatamente nella
sensibilità intima dello spettatore-lettore, che viene
così investito da una forma di fiammelle che bruciano
gli occhi dell'anima.
C'e' quasi una ricerca di emotività caravaggesca tirata
al limite della sopportazione: lo sfondo nero da cui prorompono
luminose, abbaglianti di una luce propria le immagini di personaggi
che soffrono, che urlano tutta la loro umanità.
Così quest'opera composita, cucita
con del filo rosso a due gradazioni, diviene un elemento di
ricerca interiore, in cui il suo ordine di visione è
una priorità non apparente , ma riflette una sorta
di cinetica che parte dal cuore dell'autore ed arriva diretta
al cuore di chi ammira e legge le sue Opere.
Vorrei citare anche un'altra opera di
Damiano Rossetti che è una grande composizione quadrangolare
su sfondo pastello chiaro : [ Complotto ]
Essa rappresenta una sorta di ragnatela con il suo artefice.
Anche qui la materia, cioè il filo di cotone diviene
vivo e coordinato al soggetto stesso. Il filo della ragnatela,
per una sorta di incantesimo, diviene filo di cotone vivo
e fresco, pulsante e avvolgente, pieno di vita propria ed
ancora una volta ciò che appare statico diviene mobile.
Esso quasi gira in una sarabanda angosciante che finirà
per intrappolare l'anima, e tutto con un tocco finale di ironia,
sotto forma dell'ago infilato, a mò di firma nella
tela.
Le Opere di Damiano Rossetti sono una
sorta di trasfigurazione estrema dell'arte degli arazzi fiamminghi
del '500, in cui il mezzo illustrativo è lo stesso
, cioè il filo, ma con la forza in più di una
stilizzazione concettuale che non lascia allo sguardo il disagio
di scelte estetiche legate al gusto e allo stile dell'epoca.
Prof. Giancarlo Alù
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